Una mostra a Zurigo per sfatare alcuni luoghi comuni sul grande artista

I colori arditi di Chagall

Chagall ® / © 2013 ProLitteris , Zurigo

Fino al 12 maggio, il Kunsthaus di Zurigo ospita “Chagall. Maestro dell’arte moderna”. La mostra presenta circa 90 opere, tra dipinti e disegni su carta, di Marc Chagall (1887-1985) ed è pronta a dissipare alcuni luoghi comuni che da sempre definiscono l’arte di questo grande artista, riconoscendo il suo contributo all’Avanguardia. I dipinti provengono dalle più importanti collezioni europee e americane tra cui il Centre Pompidou di Parigi, il Solomon R. Guggenheim Museum e il MoMA di New York, lo Stato Tretyakov Gallery (Mosca ), il Museo Statale di San Pietroburgo e la Tate di Londra.

CHAGALL, TRA FANTASIA E AVANGUARDIA – Delle sue opere colpisce la gioia narrativa, quella struttura compositiva poco ortodossa e l’impiego di colori a dir poco arditi. Genio sensibile e poetico fu uno tra gli artisti meno compresi del suo periodo storico. E non a torto. La sua arte è simbolica. I suoi dipinti con quelle figure fluttuanti, raffigurate in un modo semplice e “infantile”, e quei personaggi inusuali come mucche volanti e galli erano poco assimilabili alle linee guida dei principali movimenti dell’epoca. Chagall era considerato uno spirito libero, un genio intuitivo ma alla sua arte non venne mai attribuito alcun contributo all’avant-garde.

Ed è proprio questo il cliché che l’esposizione intende correggere. La mostra, infatti, prendendo in esame gli anni del primo Chagall (1911-22) e seguendo un ordine cronologico e tematico riesce a mettere in luce quanto lo stile personale dell’artista fosse aperto alle influenze dei principali movimenti dell’epoca, pur rimanendo sempre legato alla cultura ebraica. Dalla sua interiorità, illustrata in un modo personalissimo e tradotta grazie alle nuove forme di espressione pittorica del periodo, nasce “il primo Chagall”, il nucleo su cui si sviluppa l’arte di uno dei più innovativi geni del ‘900. “Chagall. Maestro dell’arte moderna” indaga questo cammino artistico e umano. L’esposizione si apre con alcuni dipinti dell’apprendistato parigino come “Io e il villaggio” (Moi et le village) del 1911 per poi toccare diversi temi tra cui: gli autoritratti, il nudo, gli amanti, la musica, il circo, i contadini e il teatro.

 

Clara Maiorano


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