I preziosi di Missbach Jewellery

Diamanti dal cuore russo

ciondolo_Piuma

foto ufficio stampa

Tutta colpa della nonna baronessa tedesca. Certo, con quei gioielli! È davvero grazie alla nonna baronessa se Marina Misbakh, originaria di Mosca, si appassiona alle pietre preziose. Le studiava, sognava e poi le faceva vivere, trasformandole sempre in forme più leggiadre. E questa passione non tarda a diventare professione e così, dopo aver collaborato con le più prestigiose case di gioielleria, ma insoddisfatta della tendenza minimalista che imperava alla fine degli anni ’90, Marina Misbakh fonda nel 2001 la Missbach Jewellery e ne diventa anche la direttrice creativa.

Pezzi unici ed esclusivi, completamente realizzati in Italia e creati in base alla personalità del cliente: design ricco ed elaborato, delle opere d’arte in pratica. La prima clientela è il jet set russo, gli amici d’infanzia con cui è cresciuta, poi si allarga al miglior milieu internazionale con esposizioni nelle più esclusive gioiellerie internazionali a Montecarlo, Parigi, Porto Cervo, Courcheval.
I maestri orafi seguono le ispirazioni che Marina Misbakh raccoglie nei suoi viaggi dove seleziona le migliori pietre: i rubini della Birmania, gli smeraldi della Colombia le tormaline e le acquemarine dell’Africa, le ametiste dal Brasile.

foto ufficio stampa

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Oggi accanto a Marina Misbakh c’è Nadia, sua figlia, professione: direttore generale e It Girl. L’abbiamo raggiunta virtualmente per farle qualche domanda relativa a Missbach Jewellery.

Come nasce la tua storia nella Missbach Jewellery, predestinazione o scelta personale?
Scelta personale, spinta soprattutto da mio marito. Io vengo dalla moda e ho sempre pensato che lavorare in famiglia non faceva per me. Poi mi sono sposata e ne ho capito l’importanza: lavorare con mia madre poteva essere un’ottima idea perché avrei potuto sviluppare qualcosa che lei aveva già ideato e portarlo avanti con nuovi stimoli. Oggi adoro aiutare i nostri clienti a esprimere attraverso l’interpretazione di mia mamma la loro interiorità, le idee e fantasie. Le nostre creazioni sono senza tempo. La creazione di un gioiello è un processo talmente entusiasmante, cominci da un disegno per poi arrivare all’oggetto che resterà per sempre, tramandato di generazione in generazione.

anello_Gabbia_Nera

foto uffcio stampa

Cosa curi principalmente?
La comunicazione, il Brand Managing e il commerciale. Organizzo feste, press days, clients cocktails, e seguo i new media.

Chi sono i vostri top client?
Qui purtroppo non possiamo fare nomi per la privacy, ma sono star del cinema hollywoodiano, jet setter internazionali, mogli di uomini potenti, figure politiche e altri personaggi di spicco del mondo della moda. Diciamo che il raggio è abbastanza ampio.

Qual è invece il vantaggio di conoscere perfettamente due mercati come la Russia e l’Italia?
Vantaggio bomba! Aiuta moltissimo, automaticamente hai ben in mente due culture. Funziona tutto più facilmente, si sa come il cliente reagisce, cosa vuole, cosa pensa di spendere prima di avere risposte. Siamo dei piccoli psicologi. E poi essere multi culturali aiuta sempre, nel lavoro come nella vita.

foto ufficio stampa

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Qual è la collezione o il gioiello che ami di più? O quello a cui sei più legata…
Il mio engagement ring! Poi l’anello trilogy con gli orecchini rugiada con gli smeraldi. Adoro questi pezzi perché rivelano il nostro mondo interiore e sono davvero senza precedenti. La collezione mi piace tutta. Ricordiamoci che il gioiello oltre ad essere una soddisfazione e un investimento è anche un accessorio… Solo con una fascia di prezzo maggiore!

In Russia e sempre più anche in Italia sei una It Girl, seguitissima, amata e su tutte le riviste patinate: quali sono le 3 regole per essere una It Girl?
Non penso ci siano delle regole precise, o perlomeno se ci sono non ne sono al corrente. L’importante è essere sempre se stessi. Poi c’è da dire che quando una persona ha degli obiettivi in cui crede la sua energia si manifesta anche in altri aspetti! Amo ciò che faccio e sono una persona aperta a cose nuove.

Silvia Rossi

 

 


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