ATLAS: l'atlante urbano superficiale

Marco Petrus alla Triennale di Milano

Dal 30 aprile al 2 giugno, presso la Triennale di Milano, Marco Petrus espone la personale ATLAS, una mostra che dialoga con la città di Milano (da cui parte il percorso artistico e in cui attualmente Petrus vive) e, intimamente, con il palazzo che la ospita. Sono 30 dipinti, sulle possibili geografie architettoniche di una città idealizzata, se non ideale. Atlas intende ripercorrere il viaggio di Petrus attraverso varie città nel mondo e i numerosi scorci, simbologie e spazi urbani che, una volta riuniti, si combinano nell’atlante urbano idealmente diffuso e superficiale, inteso letteralmente in quanto dialoga con le superfici.

ufficio stampa

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La città che Petrus ritrae non è realistica, non è impressionista, non vuole vedere il lato umano, ma solo quello artificiale: a disposizione dello spettatore c’è una visione pulita degli scorci cittadini che catturano l’attenzione dell’artista. Ma il messaggio non giunge dalle opere, il messaggio viene deputato esclusivamente agli occhi di chi si vede rimbalzare fuori dai contrasti chiaroscurali, dalle angolazioni che ribaltano il ricordo di immagini familiari, ora affastellate l’una sull’altra per comporre un giardino pensile di cemento e vetro, ora brillanti, manipolate, a suggerire freschezza. Mentre edifici-alveari si stagliano con franchezza sullo sfondo gagliardo del cielo blu che li sovrasta e li completa, vediamo scorrere sulla parete i dettagli di edifici moderni e sezioni orizzontali scelte appositamente per le combinazioni cromatiche e formali che li rendono unici, ma che raramente vengono osservate nella loro personalissima e colorata vita. Dalla città e dalla pittura di Petrus emana silenzio. Atlas non è tanto un esercizio di stile fine a se stesso, quindi, ma il suggerimento di una visione “altra” che riempie provocatoriamente di senso la pittura stessa.

Roberta Masella


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