L'ex cava diventata un felice esempio di borgo ecosostenibile

Portopiccolo, una storia edilizia a lieto fine

Questa è la storia di Portopiccolo Sistiana, borgo ecosostenibile sorto accanto alla baia di Sistiana, secondo un progetto di risanamento ambientale e riqualificazione urbanistica che ha portato alla trasformazione drastica di un territorio e al suo completo recupero. Oggi il resort, sito in un crocevia strategico a pochi chilometri da Trieste e Venezia, offre uno stile di vita di alta qualità: residenze con splendido affaccio sul mare, un marina da 120 ormeggi, un beach club finemente attrezzato, negozi e proposte commerciali. Il progetto include anche un albergo 5 stelle che sarà operativo a partire dal 2015. Sempre in riva al mare sorgerà un importante centro benessere con Medical Spa, Beauty Spa e area fitness.

press office

press office

SCENARI POST-APOCALITTICI – Se non fosse che il punto di partenza, il sito originale, si avvicinava all’idea di un paesaggio post-apocalittico, non ci sarebbe nulla di eccezionale nell’impresa, che è invece partita oltre 40 anni fa, nel 1970, quando per la prima volta  qualcuno ha immaginato di recuperare questa ex cava dismessa. Da allora si sono succedute diverse imprese e aziende e molti progetti, l’ultimo dei quali apparteneva a Renzo Piano, che però sono naufragati un po’ per la difficoltà economica delle imprese che le portavano avanti e un po’ per problemi burocratico amministrativi: questo è stato da sempre un territorio popolato da molte minoranze e il progetto ha incontrato resistenze a livello politico e ambientale. “Noi abbiamo comprato l’area nel 94 – ci racconta Cesare Bulfon, Project leader Portopiccolo -, ricominciando da zero sia la procedura urbanistica, passando attraverso tutte le valutazioni ambientali necessarie (ci vorrebbero 20 pagine). Questo iter amministrativo è durato dal 1994 al 2008: ci abbiamo messo 14 anni per mettere in cantiere l’opera. Il sito che era oggetto d’intervento era quello di una vecchia cava calcarea dismessa  sul mare con una superficie di 35 ettari, che ha un dislivello dal suo ciglione fino al piazzale della cava sotto di circa 90 metri, un territorio devastato dalle precedenti attività industriali, ma anche di difficile recupero per l’orografia del terreno: un buco sul mare profondo 500 metri e alto 90, con delle difficoltà oggettive nel ricreare un’orografia di terreno credibile per un inserimento di tipo turistico. La prima cosa che abbiamo preso in mano è stata la ricostruzione dell’aspetto naturale dell’intorno, quindi abbiamo rimodellato e rinverdito le pareti della cava che adesso riscuotono l’apprezzamento dei visitatori”.

press office

press office

LA STRANA ALCHIMIA – “L’imprenditore Carlo Dodi – prosegue Bulfon -, in occasione di un suo giro da queste parti se ne è innamorato, colpo di fulmine che ha colpito soprattutto la moglie, a cui si deve il nome di Portopiccolo, ha poi saputo che era tutto in vendita e in un impulso emotivo ha deciso di comprare questo pezzo di terra in riva al mare, dopo di che si è circondato di persone e professionisti della zona, innamorati di questo territorio a prescindere. Per tutti noi era un sogno riuscire a recuperare quest’area dotata di una bellezza ammaliante, ma completamente abbandonata a se stessa. La strana alchimia fra un imprenditore di Mantova  e i professionisti che si sono buttati in questa avventura, senza preoccuparsi delle difficoltà e probabilmente sottovalutando il fatto che ci sarebbero voluti tanti anni per riuscire a spuntarla, ha dato vita all’inizio di questo progetto. In realtà si discosta di gran lunga dal progetto precedentemente  proposto da Renzo Piano, perché è stato pensato un inserimento nell’ambiente molto attento e un’edificazione molto meno importante, cercando di intervenire nella maniera più armonica possibile, con un uso spinto di legna e roccia. In alto, nella parte centrale, abbiamo usato una tipologia a borgo, sempre usando molta pietra, archi, per dare l’idea di un borgo preesistente”.

press office

press office

Al di là dell’aspetto meramente edilizio delle unità abitative, Portopiccolo possiede aspetti che contribuiscono a rendere il progetto unico nel suo genere, sia per l’ubicazione straordinaria, affacciata com’è sul mare con una vista a 360° che spazia fino alla Croazia sia per il territorio del Carso triestino che la circonda, oltre a un’infinità di suggestioni e proposte che rendono Portopiccolo un luogo adatto ad essere goduto in ogni periodo dell’anno, anche in inverno.

dal web

dal web

IN CUCINA C’E’ ITALO SVEVO  – A dicembre, ad esempio, Portopiccolo propone i piatti originali tratti dal ricettario originale di casa Svevo. Un aspetto insolito dello scrittore condensato in un menu ad hoc, per provare un’esperienza speciale: sedersi a tavola con Italo Svevo. Una sorta di rito di famiglia, come si usa nel periodo delle feste natalizie: dal 14 dicembre e fino al cenone di Capodanno, il ristorante Maxi’s propone alcuni dei piatti più significativi per lo scrittore (dagli spaghetti alle acciughe al baccalà alla veneziana e lo zabaione alla cioccolata), eseguiti fedelmente come si usava a Villa Veneziani (dimora di Svevo a Trieste). Potrete così ammiccare alle tendenze gastronomiche dell’epoca, ma soprattutto condividere i gusti di Svevo che, apprendiamo, era particolarmente goloso di dolci, da un punto d’osservazione speciale e intimo come la cucina.

Roberta Masella


Leggi anche
Monet, una grande mostra a Basilea
Tombolo Resort, tempio del relax
Luci e segreti firmati Piaget
Resort Portopiccolo Sistiana
Il vino brinda con il design
Discover the other Italy




?>