MIO: il nuovo bar e bistrò a 5 stelle del Park Hyatt

Un’oasi cocktail & food a Milano

Chi già conosceva il “vecchio” bar dell’hotel Park Hyatt Milano resterà piacevolmente sorpreso da quello nuovo – il “MIO” – presentato ieri nel corso dell’inaugurazione ufficiale. Per tutti coloro che non hanno invece mai avuto l’occasione di entrare in questo bar-bistrò, ora c’è un motivo in più per varcarne le porte. All’interno un nutrito gruppo di professionisti pronti a esaudire ogni desiderio, vestiti con divise disegnate per l’occasione dal sarto Santo Barillà. Dai cocktail – scegliendo fra i grandi classici fino alle esclusive del Park Hyatt, tutti realizzati con i migliori spirit e ingredienti del mondo – al food. Per questo secondo punto la mano invisibile dei piatti è quella dello chef stellato Andrea Aprea. All’esterno era presente in esposizione la nuova Fiat 5oo Ron Arad Edition.

_95C4407Cosa sarà possibile fare al MIO? Tutto… colazione, pranzo, aperitivo, cena e dopo cena.

Il MIO è frutto del lavoro dell’architetto Flaviano Capriotti, che un anno fa ha ricevuto l’incarico di ridisegnare l’intero piano terra del Park Hyatt, tra il bar-bistrò e il ristorante Vun. Quest’ultimo è stato leggermente ridotto, diventando ancora più intimo ed esclusivo, mentre il bar è stato allargato, per andare incontro alle sempre maggiori presenze della clientela sia interna che esterna all’hotel. La superficie del MIO è di 175 mq e i posti 68 (prima erano 42). Il bancone è stato notevolmente ampliato con un’isola centrale, intorno a cui sono stati sistemati 15 sgabelli (contro i 7 della vecchia concezione).
“Rinnovato anche nel nome – sottolineano dal Park Hyatt – lo stile del MIO è glamour e informale: un ambiente d’atmosfera in cui potersi rilassare o passare serate ricche di stimoli. Ad un passo dalla Galleria Vittorio Emanuele II, nel cuore della città, il MIO sa essere la destinazione ideale per i pranzi del financial district di Milano, così come il luogo elettivo per l’aperitivo; sa dare al turista il senso della contemporaneità così come al milanese il sapore della propria tradizione, ricco di riferimenti apprezzati dalle fashion e design communities che fanno di Milano una città stimolante e innovativa”.

1.1Tre le aree, tutte una sintesi e un omaggio alla grande tradizione tessile ed artigiana di Milano: la sala del banco bar, la sala dei legni e la sala bistrò. I vari spazi sono contraddistinti dall’alternanza di marmi verde Alpi e Arabescato, olmo, ottone spazzolato, un’installazione luminosa in policarbonato ambra colato a mano incastonata in una cornice in rovere scuro, tessuti spigati e velluto, tavoli in marmo Light Emperador, poltrone in velluto, tende in seta leggera e tanto altri dettagli ancora, tutti da scoprire.

Il progetto interiors è firmato Flaviano Capriotti, Guido Cuscianna ed Ella Dinoi, mentre quello illuminotecnico da Rossi Bianchi. Le decorazioni e gli arredi su disegno sono Molteni&C Contract Division, l’installazione luminosa del bar su disegno Jacopo Foggini, il tessile imbottiti Brochier e Dedar, i parati e i tendaggi Vescom, infine l’illuminazione Flos.

Flavio Incarbone

 


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