A Milano una mostra dedicata agli scatti del grande fotografo

Onde di emozioni nell’obiettivo di Borlenghi

È italiano, nato sulle rive del lago di Como, ed è uno dei fotografi dello yachting system più famoso al mondo. Carlo Borlenghi, classe’56, sbarca a Milano con i suoi trentacinque anni di esperienza in una mostra che andrà in scena dal 27 febbraio al 29 marzo 2015 presso la Galleria Dream Factory in Corso Garibaldi 117.

© Carlo Borlenghi

© Carlo Borlenghi

Il titolo della mostra parla di emozioni, di feeling, del momento in cui è giusto “scattare”: Io Sento. Venticinque immagini per raccontare una carriera affascinate tra personaggi di fama mondiale e barche che hanno fatto sognare orizzonti più ampi in cui navigare. In anteprima alcune foto per stuzzicare la fantasia degli appassionati, e non. Si va da Prada alla Vespucci, dall’America’s Cup del 2003 ad Auckland, alla Rolex Swan Cup a Porto Cervo, dalla Barcolana di Trieste alla RORC Caribbean 600 ad Antigua  2009, dal match tra Alinghi vs Emirates Team New Zealand a Valencia nel 2007, a Les Voiles de Saint Tropez, fino alla Rolex Sydney Hobart Yacht Race. Ma è solo per avere una prima idea, alla mostra ci saranno anche foto più concettuali, o come dice Borlenghi “adatte agli interni, da tenere nel proprio studio o a casa”.

© Carlo Borlenghi

© Carlo Borlenghi

Una carriera iniziata giovanissimo (nel ’79) a Vogue Uomo nell’inserto “Uomo Mare” quando “avere un biglietto da visita con scritto Vogue era un passepartout incredibile” sottolinea Borlenghi “un colpo di fortuna, ero nel posto migliore per fare il mio lavoro sia per opportunità di incarichi che per il tenore dei maestri che ci lavoravano, come Toscani”. Una carriera, la sua, legata agli eventi più glamour al mondo. Borlenghi c’era quando la vela italiana ha fatto la storia, ha scattato i momenti più significativi delle imprese di Il Moro, di Azzurra e dell’America’s Cup stingendo la mano a pesi da novanta come Raul Gardini, Miuccia Prada, Patrizio Bertelli, Giovanni Soldini, Agnelli. A chi inizia oggi, questa o un’altra carriera, consiglia di “seguire la propria passione sempre”, lui che non fa distinzione tra macchine professionali e smarphone per scattare la foto del momento.“Perché – ricorda – non è mai il mezzo ma lo studio, la preparazione e la creatività che fanno la differenza”.

Claudia Ferrauto


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